Effetti del cambio dell’ora sulla salute: impatti su sonno e benessere e possibili soluzioni

Effetti sulla salute cambio ora | Agocap
Tabella dei Contenuti

In questo articolo parliamo di…

  • Il cambio dell’ora può alterare il ritmo circadiano, influenzando la qualità del sonno e il benessere generale. Anche una variazione di un’ora può disturbare l’orologio biologico, provocando difficoltà ad addormentarsi, sonno frammentato e stanchezza diurna. Alcune categorie di persone, come i “gufi” e le persone con disturbi del sonno, sono particolarmente sensibili a questi cambiamenti.
  • Esistono strategie pratiche per mitigare gli effetti negativi del cambio dell’ora. Adattarsi gradualmente nei giorni precedenti, anticipando l’orario del sonno di 15-20 minuti, esporsi alla luce naturale e mantenere una routine regolare aiuta a minimizzare il disagio. Anche una corretta igiene del sonno e un’alimentazione equilibrata possono facilitare l’adattamento.
  • Il dibattito sull’abolizione del cambio dell’ora è ancora in corso. Nonostante il Parlamento Europeo abbia approvato una risoluzione per eliminarlo, il mancato accordo tra gli Stati membri ha bloccato l’iniziativa.

L’alternanza tra ora legale e ora solare è al centro di numerose discussioni, a causa del suo impatto sulla qualità del riposo e sul benessere generale. Il dibattito sulla sua abolizione è aperto, mentre le strategie di adattamento possono aiutare a mitigare gli effetti negativi

Il cambio dell’ora, una pratica che ci accompagna due volte all’anno, ha radici storiche ben precise e un obiettivo primario: ottimizzare l’utilizzo della luce solare.

Introdotta per la prima volta in Italia durante la Prima Guerra Mondiale e poi adottata in modo definitivo nel 1966, l’ora legale nasce dall’esigenza di sfruttare al meglio le ore di luce durante i mesi estivi, con un occhio di riguardo al risparmio energetico.

Ma come funziona esattamente questo meccanismo?

Fondamentalmente, spostiamo le lancette dell’orologio un’ora avanti in primavera, con il passaggio all’ora legale, e un’ora indietro in autunno, tornando all’ora solare.

L’ora solare, che ripristiniamo durante l’ultimo fine settimana di ottobre, rappresenta l’orario naturale, quello che segue il corso del sole e coincide con il fuso orario del nostro Paese.

Al contrario, l’ora legale, che entra in vigore l’ultimo fine settimana di marzo, ci permette di avere un’ora in più di luce solare nelle ore serali durante la stagione calda.

Questo cambiamento, apparentemente semplice, ha però delle ripercussioni sul nostro organismo, e non tutti le vivono allo stesso modo.

Ma chi sono le persone più sensibili a questo spostamento delle lancette e perché?

Scopriamolo nel prossimo paragrafo.

Leggi anche: Melatonina per dormire: il rimedio naturale

Chi è più sensibile al cambio dell’ora e perché

Nonostante si tratti di una variazione di un’ora, apparentemente minima, il cambio dell’ora non è indolore per tutti.

Si stima che circa una persona su tre percepisca questo cambiamento come una sorta di mini jet lag, con conseguenze sul proprio benessere generale.

Questo “jet lag stagionale” non colpisce tutti in egual misura; alcune categorie di persone sono più vulnerabili di altre. Tra queste, troviamo coloro che già presentano delle alterazioni del ritmo sonno-veglia.

In particolare, i “gufi”, ossia coloro che tendono ad addormentarsi e svegliarsi tardi, rappresentano circa il 20% della popolazione; risentono in modo particolare del cambio dell’ora. Anche le “allodole”, che invece preferiscono coricarsi e alzarsi presto e che costituiscono circa il 10% della popolazione, potrebbero incontrare maggiori difficoltà nel mantenere un sonno di qualità.

Ma cosa rende questi cronotipi più suscettibili agli effetti del cambio dell’ora?

La risposta risiede nella loro predisposizione naturale ai ritmi circadiani, il nostro orologio biologico interno. Approfondiremo come questo cambiamento incide sulla qualità del nostro sonno nel prossimo paragrafo.

Insonnia e disturbo del sonno a causa dell'ora legale | Agocap

Gli effetti del cambio dell’ora sulla qualità del sonno

Il cambio dell’ora, anche se di una sola ora, può avere un impatto significativo sulla qualità del nostro sonno. Questo perché il nostro corpo è regolato da un orologio interno, il ritmo circadiano, che sincronizza le nostre funzioni fisiologiche con l’alternanza giorno-notte.

Anche una piccola variazione come quella introdotta dal cambio dell’ora può scombussolare questo delicato equilibrio, soprattutto nelle persone più sensibili.

Ma quali sono gli effetti concreti sul nostro riposo notturno?

Tra i disturbi più comuni riscontriamo difficoltà ad addormentarsi, un sonno più frammentato e leggero, e una riduzione della durata complessiva del sonno.

Questo “debito di sonno” accumulato nei giorni successivi al cambio dell’ora può avere ripercussioni negative anche durante il giorno, manifestandosi con cali di concentrazione, stanchezza persistente e sbalzi d’umore.

Non solo, diversi studi, come quello condotto dall’Università di Stoccolma, hanno evidenziato una correlazione tra il cambio dell’ora e problemi cardiaci, riscontrando un aumento del 4% di attacchi cardiaci nella settimana successiva al passaggio all’ora solare.

Ma non tutto è perduto!

Fortunatamente, esistono diverse strategie pratiche che possiamo mettere in atto per affrontare al meglio il cambio dell’ora e minimizzarne gli effetti negativi.

Le scopriremo nel prossimo paragrafo.

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Strategie pratiche per affrontare il cambio dell’ora

Affrontare il cambio dell’ora può essere meno traumatico di quanto si pensi, adottando alcune strategie pratiche e modificando leggermente le nostre abitudini.

Un approccio graduale è spesso la chiave per un adattamento più sereno: nei giorni precedenti al cambio, possiamo iniziare ad anticipare gradualmente l’ora in cui andiamo a dormire e, di conseguenza, l’orario della sveglia, anche solo di 15-20 minuti al giorno.

Questo aiuterà il nostro corpo ad abituarsi al nuovo ritmo in modo meno brusco.

Ma non solo, è fondamentale anche creare un ambiente favorevole al sonno: assicuriamoci che la camera da letto sia buia, silenziosa e con una temperatura fresca, ideale intorno ai 20 gradi centigradi.

Stabilire dei rituali rilassanti prima di coricarsi, come leggere un libro (non troppo avvincente!), ascoltare musica dolce o praticare esercizi di respirazione profonda, può preparare il corpo e la mente al riposo.

Anche l’alimentazione riveste un ruolo importante: preferiamo pasti leggeri la sera, possibilmente almeno 3 ore prima di andare a dormire, evitando bevande contenenti caffeina e teina che possono interferire con il sonno.

In alcuni casi, per alleviare i sintomi lievi del cambio di ora solare, si può valutare l’assunzione di integratori alimentari a base di melatonina, per favorire l’addormentamento, o di magnesio, utile contro nervosismo e irritabilità.

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È importante ricordare che questi integratori non sono farmaci e non sostituiscono uno stile di vita sano. Inoltre, è sempre bene consultare prima il proprio medico di fiducia.

Si consiglia anche di sfruttare la luce naturale durante il giorno per praticare attività fisica regolare (preferibilmente al mattino), in quanto ciò contribuisce a regolare il ritmo circadiano e migliorare la qualità del sonno.

Se, nonostante questi accorgimenti, le difficoltà persistono, non esitiamo a consultare un professionista per un supporto personalizzato.

Leggi anche: Integratore per migliorare l’umore e regolare il ciclo sonno-veglia

Verso l’abolizione del cambio dell’ora? Il dibattito europeo

Il cambio dell’ora è da tempo oggetto di dibattito, con un numero crescente di voci che si levano a favore della sua abolizione definitiva. L’argomentazione principale a sostegno di questa posizione risiede proprio negli effetti negativi, seppur lievi e transitori, che questo cambiamento può avere sulla salute e sul benessere delle persone.

Una petizione online su Change.org, sottoscritta da quasi 350.000 italiani, testimonia quanto sia sentita questa esigenza di maggiore stabilità e regolarità dei ritmi circadiani.

A livello europeo, la questione è stata affrontata nel 2018, quando la Commissione Europea ha proposto di porre fine al cambio stagionale dell’ora sulla base di una consultazione pubblica, che ha visto l’84% dei cittadini europei favorevoli all’abolizione.

Nonostante un voto favorevole del Parlamento Europeo nel marzo 2019 che auspicava l’abolizione del cambio stagionale dell’ora a partire dal 2021, il processo si è arenato a causa della mancata convergenza di vedute in seno al Consiglio dell’Unione Europea.

La risoluzione del Parlamento prevedeva che gli Stati membri avrebbero dovuto decidere entro il 2021 se adottare in modo permanente l’ora solare o l’ora legale, ma la mancanza di un accordo a livello di Consiglio ha impedito che questa scadenza venisse rispettata e che la direttiva europea venisse attuata.

Di conseguenza, la proposta di abolizione è attualmente in fase di stallo e il cambio dell’ora continua ad essere applicato.


Effetti del cambio dell’ora sulla salute: domande frequenti

Quanto tempo ci vuole per abituarsi al cambio dell’ora e cosa posso fare per accelerare l’adattamento?

Il tempo necessario per adattarsi al cambio dell’ora è molto soggettivo e varia da persona a persona. Alcuni si abituano in pochi giorni, mentre altri possono impiegare anche un paio di settimane. Per accelerare l’adattamento, è consigliabile iniziare a modificare gradualmente la propria routine serale qualche giorno prima del cambio, anticipando l’orario di coricarsi di circa 15-20 minuti al giorno. Mantenere un orario di sonno regolare anche nei fine settimana, esporsi alla luce naturale durante il giorno e praticare attività fisica moderata può favorire la sincronizzazione del ciclo sonno-sveglia. Inoltre, evitare schermi luminosi (smartphone, tablet, computer) almeno un’ora prima di andare a letto e creare un ambiente di sonno ottimale (buio, silenzioso, fresco) sono accorgimenti utili per facilitare l’adattamento.

Quali sono i rischi per la salute associati al cambio dell’ora e ci sono gruppi più vulnerabili?

Diversi studi scientifici hanno evidenziato una correlazione tra il cambio dell’ora e alcuni rischi per la salute, seppur generalmente modesti nella popolazione sana. Tra questi, si segnala un lieve aumento del rischio di eventi cardiovascolari, come infarti, nella settimana successiva al cambio, soprattutto nelle persone anziane o con preesistenti patologie cardiache. Possono manifestarsi anche disturbi dell’umore, in particolare nei soggetti predisposti alla depressione stagionale, e cali di performance cognitive, come difficoltà di concentrazione e attenzione. I gruppi più vulnerabili sono gli anziani, i bambini piccoli, le persone con disturbi del sonno preesistenti, i “gufi” e coloro che soffrono di patologie cardiache o psichiatriche.

L’abolizione del cambio dell’ora è una soluzione auspicabile? Qual è la posizione dell’UE a riguardo?

Molti esperti di medicina del sonno concordano sul fatto che l’abolizione del cambio dell’ora potrebbe avere benefici per la salute pubblica, favorendo una maggiore stabilità dei ritmi circadiani e riducendo i potenziali effetti negativi associati a questo cambiamento stagionale. L’Unione Europea si è espressa in merito alla questione: nel 2018, la Commissione Europea ha proposto di porre fine alla pratica del cambio dell’ora, a seguito di una consultazione pubblica che ha rivelato un ampio consenso tra i cittadini europei a favore dell’abolizione. Nonostante il Parlamento Europeo abbia votato a favore della proposta, il Consiglio Europeo lo ha poi bocciato.

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